Il problema
Lo scopo di questo progetto è di avvicinare i consumatori ad una pesca sostenibile per garantire la biodiversità marina e delle specie acquatiche. Il problema che il nostro Team sta cercando di risolvere è quello di una depersonalizzazione dei rapporti fra consumatori e produttori, nel contesto delle grandi catene di distribuzione, che riduce la fiducia da parte degli acquirenti e penalizza sia le vendite, sia la sostenibilità ambientale associata agli acquisti, causata da una scarsa conoscenza di un approccio etico e responsabile negli acquisti. Questo fenomeno causa danni ingenti agli ecosistemi marini, che vengono depauperati da scelte commerciali dettate più dal profitto che dalla sostenibilità.
Il nostro obiettivo è di creare una rete tra il potenziale acquirente e le grandi catene come Coop e Carrefour che sensibilizzi la popolazione verso una pesca sostenibile, tracciando e illustrando la provenienza del pescato proveniente anche da impianti di acquacoltura, che non debbono essere demonizzati, ma anzi visti come un alleato prezioso nella preservazione degli ambienti marini naturali.
Ancora oggi sui mercati è presente un gran numero di pesci catturati con metodi di pesca distruttivi. Il target principalmente affetto dal problema è sicuramente il nostro mare, con il depauperamento delle specie ittiche che non sono pescate con sistemi sostenibili, come anche la salute della popolazione. Con il nostro sistema faremo in modo che si rispetti la sostenibilità delle specie marine, rispettando anche gli stock di pesca.
Il target principale e umano cui vogliamo rivolgerci è rappresentato da una popolazione eterogenea di acquirenti di pescato e dai differenti componenti della filiera ittica.
La soluzione
In centri commerciali pilota saranno realizzate delle postazioni multimediali centralizzate da dispositivi touch e QR-Code in cui il potenziale acquirente potrà avere informazioni sulle caratteristiche scientifiche della specie in vendita (Nome comune, nome scientifico, immagine del pesce, habitat in cui vive, attrezzo da pesca, foto del pescatore, zona di provenienza, punto di sbarco, la stagionalità della specie, video tutorial). Abbiamo pensato di inserire delle ricette abbinate alla specie per il compratore, in modo da garantire un incremento di vendite.
Ai membri della filiera ittica partecipanti sarà garantito e realizzato tramite un form preimpostato un sito web dedicato che permetterà una mutua conoscenza ed un mutuo scambio di coordinate tra i produttori primi ed i consumatori. A distanza di un anno dall’introduzione del sistema verrà analizzato l’impatto di questo nuovo approccio sulle vendite, rispetto a quelli non dotati di questo sistema. Per incentivare la sensibilizzazione da parte dei consumatori alla protezione dell’ambiente marino, l’acquisto del prodotto prevede una donazione da devolvere a favore di un’associazione locale che si occupi di ambiente. Sarà prevista un’attività di sensibilizzazione a favore del mare anche per i più piccoli: “Catena Blu for Children”, cercando di creare anche in loro una sensibilità su queste tematiche. L’idea è innovativa perché in essa si cerca di creare una comunicazione diretta tra le compagnie di pesca ed i consumatori nell’ambito della grossa distribuzione.
Il team
Il nostro team è composto da sei figure con diversi background.
Francesco Barbero
fisico con esperienza in analisi dei dati e modelli matematici nel contesto della meteorologia e della climatologia. Attualmente svolge un PhD in Ingegneria industriale in ambito biomedico, ma l’originalità delle tematiche portate dal progetto Catena Blu lo hanno persuaso a prendere parte all’avventura
Giovanna De Pascale
laureata in economia e commercio, è valutatrice economica e di politiche pubbliche.
Marco Simoniello
biologo marino con esperienza in acquacoltura e nella produzione di materiali biodegradabili realizzati dagli scarti di impianti ittici e e aziende agricole. Web-developer.
Alessia di Flora
laureata in biologia marina, è educatrice ambientale e divulgatrice soprattutto con i bambini.
Annachiara Pagano
studentessa di giurisprudenza presso l’Università degli studi di Trento, è amante del mare e particolarmente dedita alle tematiche riguardanti il mare.
Ermelinda del Buono
biologa marina e biostatista, con esperienza nel settore della sanità per controbattere le antibiotico resistenze, esperienza di ricerca presso istituti in relazione al cambio climatico e relazioni trofiche.
Ermelinda e Giovanna si conoscono dall’infanzia. Francesco ha conosciuto Ermelinda come collega di scuola ad Alba, essendo insegnanti di Fisica e Biologia, rispettivamente. Marco ha conosciuto Ermelinda all’Università Politecnica delle Marche, quando erano studenti di biologia. Alessia e Annachiara sono entrate a far parte del team durante lo svolgimento dell’hackathon, avendo mostrato interesse e passione per il progetto.
Next Steps
Il nostro prossimo step sarà quello di contattare le differenti catene per poter promuovere l’idea. I finanziatori di base saranno:
Banca/Regioni attraverso i fondi perduti sanciti da Riforma Sviluppo, investitori quali: GDO e associazioni di produttori.
Per quanto riguarda la parte di divulgativa, ci concentreremo sugli enti pubblici con lo scopo di pubblicizzare il nostro prodotto anche attirando la curiosità dei più piccoli tramite gadget da dare alle mamme che fanno spesa. Lavoreremo anche allo sviluppo di una eventuale applicazione per piccoli.
La strategia di marketing dell’APP “Catena blu” si interfaccia con diversi stakeholder interni:
GDO (futuri acquirenti dell’APP), membri della filiera, consumatori finali finanziatori iniziali: Stato/Regioni e/o Banca Etica.
I finanziatori iniziali e principali che meglio si adattano al nostro progetto sono quelli provenienti dalle P.A. in ottemperanza dell’obiettivo 14 ”La vita sott’acqua “dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il nostro progetto si incastra alla perfezione con le richieste della regione Puglia di innovazione tecnologica: tracciabilità in digitale, valorizzazione territoriale
Il PIN in questione prevede:
• Un contributo finanziario, a fondo perduto variabile tra un valore minimo di 10.000 € e massimo di 30.000 € a progetto, a copertura degli investimenti e delle spese di gestione del primo anno. I gruppi informali per accedere al finanziamento dovranno costituirsi in soggetto giuridico iscritto al Registro delle Imprese o al REA.
• Un set di servizi di supporto e rafforzamento delle competenze (prestazioni professionali specialistiche, workshop tecnici, affiancamento di imprenditori senior, visite aziendali, ecc.) messi a disposizione da ARTI (l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione) e co-progettati con i gruppi informali beneficiari.
GDO e membri della filiera
Alla luce della Circolare sugli adempimenti in materia di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici ai sensi del Reg.(CE) 1224/2009, del Reg.(UE) 404/2011 e del Reg.(UE) 1379/2013, i Centri Commerciali e gli attori della filiera alimentare ittica dovranno provvedere, attraverso la produzione ed il trasferimento di dati tra i diversi attori della filiera, definire un valido sistema di rintracciabilità che consenta al flusso delle informazioni di seguire il prodotto fino alla vendita al dettaglio. In questo senso il nostro prodotto si presenta come un ottima soluzione per i Membri della Filiera e per i GDO, eventuali acquirenti dell’APP “Catena Blu” per: • Ottimizzazione e fluidità di trasmissione dati tra i Membri della Filiera • Attività promozionale e d’immagine dell’eventuale acquirente (GDO attenta alla trasmissione di informazioni)
Consumatori finali
Coloro i quali manterranno vivo il progetto Chi saranno i fruitori dell’APP? L’inserimento nel mercato di un APP segmenta già di per se il target di chi usufruirà il prodotto. Per cui, ci siamo immaginati famiglie e individui giovani con un range d’età “25-55”. Famiglie e individui giovani attenti all’alimentazione e alla conoscenza di ciò che portano a tavola. Principalmente i canali promozionali saranno i SOCIAL e un’ attenta Mobile marketing attraverso SEO. Opportuno sarebbe creare una modalità relazionale tra i vari utenti dell’app per creare maggior coinvolgimento al progetto ed infine generare l’obiettivo più importante: sensibilizzazione ad uno sviluppo sostenibile creando una comunità di protagonisti.
In che modo l'Oceanthon ha aiutato l'evoluzione dell'idea?
l'Oceanthon ha aiutato l’evoluzione della nostra idea perché ci ha permesso di accogliere nella nostra squadra nuovi membri che ci hanno dato spunti di riflessione e anche alcune figure professionali che mancavano nella nostra squadra, quali esperti in fisheries, facilitatori per lo sviluppo del concept, esperti in scienze del mare, sviluppatori software, esperti in comunicazione, sostenibilità e food. Oltretutto è stato molto utile parlare con i mentori e in generale conoscere persone che hanno ampliato la nostra rete di conoscenze facendo da ponte per eventuali fornitori o investitori. Questo progetto entrerà nella quotidianità delle persone, perché si affianca alle scelte di tutti i giorni, indirizzando verso acquisti responsabili ed informati, in modo da contribuire ad una pesca sostenibile diretta a garantire una migliore sostenibilità e riduzione degli sprechi.
Ocenthon è stata vista come un’occasione per dare maggiore visibilità all’idea oltre che una grande opportunità per confrontarsi con esperti in diversi ambiti.
Ci siamo trovati insieme per un obiettivo comune: La salvaguardia del nostro Oceano e della salute umana.


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